Chi passa qualche giorno in Sardegna se ne accorge presto: il vento non è un episodio, è una caratteristica del posto. Il paesaggio della costa sud — le dune, la vegetazione bassa e piegata, i ginepri che crescono contorti — è in buona parte opera sua.
Il maestrale
È il vento dominante dell’isola, e arriva da nord-ovest. Porta aria fresca e asciutta, e d’estate è quello che rende sopportabili le giornate più calde. Quando soffia forte, però, alza il mare sui litorali esposti e trasforma una spiaggia tranquilla in una spiaggia da onde.
Lo scirocco
Arriva da sud-est ed è l’opposto: caldo e umido, spesso carico di umidità. Sono le giornate in cui l’aria sembra ferma e pesante, e in cui il mare, sulla costa meridionale, può risultare meno limpido.
Perché conta per la scelta della spiaggia
Il litorale da Pula verso sud non è omogeneo: cambia orientamento più volte, e questo significa che quando un tratto è battuto dal vento un altro può essere riparato. È il motivo per cui, con la stessa giornata, la spiaggia di Nora e Tuerredda possono presentarsi in modi molto diversi.
Tuerredda, in particolare, è un’insenatura chiusa da un isolotto davanti alla spiaggia: la sua forma raccolta la rende spesso più calma di litorali aperti come quello di Santa Margherita.
Il vento come opportunità
Non tutti scappano dal vento: molti vengono apposta. Il tratto di Santa Margherita di Pula è frequentato da chi pratica windsurf e sport d’acqua proprio perché lo spazio non manca e le condizioni sono spesso favorevoli. Più a sud, la baia di Chia è una delle zone più note della Sardegna per gli sport da vela e da tavola.
Il vento e le dune
Il sistema dunale di Su Giudeu esiste perché il vento sposta la sabbia e la vegetazione la trattiene: ginepri e piante basse fissano il terreno e permettono alle dune di crescere. È un equilibrio fragile, ed è il motivo per cui i percorsi di accesso alla spiaggia sono tracciati: restarci dentro non è una formalità.
E in villa
Nelle giornate di vento forte il pomeriggio si risolve senza spostamenti: il giardino e la piscina con idromassaggio restano utilizzabili anche con il mare mosso, e l’aria condizionata negli ambienti fa il resto quando è lo scirocco a comandare.
Leggere la giornata prima di uscire
Con un po' di pratica il vento si riconosce senza bollettini. Se l'aria è fresca, secca e tesa, è maestrale: giornate limpide, visibilità ottima, ma litorali esposti a nord-ovest mossi. Se l'aria è ferma, calda e appiccicosa, è scirocco: il caldo si sente di più e in alcuni tratti l'acqua può risultare meno limpida.
Sono due letture immediate, e da entrambe discende la stessa decisione pratica: da che parte della costa andare.
Le stagioni del vento
Il maestrale è la costante dell'isola e si presenta in tutte le stagioni. D'estate è ciò che rende vivibili le giornate più calde: senza, il sole della costa sud sarebbe difficile da reggere anche in riva al mare. In primavera e in autunno è invece il motivo per cui l'aria resta trasparente e i colori del mare sembrano più accesi.
Quello che il vento ha costruito
Il paesaggio di questa costa è in gran parte opera sua. La vegetazione bassa e piegata, i ginepri contorti, e soprattutto il sistema di dune di Su Giudeu, che esiste perché il vento sposta la sabbia e le radici la trattengono.
È un equilibrio fragile: se la copertura vegetale si interrompe, la duna si smonta. Da qui i percorsi di accesso tracciati e la richiesta di non uscirne, che non è una formalità ma manutenzione del posto per cui si è venuti.
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